Si calcola che soltanto il 20% sia acqua realmente sorgiva, e anche quest'ultima non sempre è esente da sostanze contaminanti.
Molte acque minerali in bottiglia subiscono processi di filtrazione, distillazione e osmosi inversa.
Se si sceglie di acquistare acqua minerale in bottiglia, è importante assicurarsi che si tratti
effettivamente di acqua di sorgente e che contenga un'adeguata quantità di minerali e un sufficiente grado di durezza e TDS
.

 

Nel suo libro Qualcuno vuol darcela a bere - acqua minerale, uno scandalo sommerso, Giuseppe Altamore ci mette in guardia sull'acqua minerale.

 

Proseguono le inchieste della magistratura che coinvolgono alcune note marche, il Ministero della Salute si appresta a sospendere le autorizzazioni di 86 aziende imbottigliatrici, perché le analisi non sono conformi con quanto previsto da un decreto del 2001.


Un'inchiesta racconta come una potentissima lobby ha potuto condizionare le scelte politiche di vari governi fino ad ottenere una legislazione molto attenta alle esigenze commerciali dei produttori di acque minerali ma poco rispettosa della salute dei consumatori.

 

Esaminando attentamente il testo della legge si scopre che l’acqua di rubinetto può essere più sicura della minerale. Inoltre , come spiega la scienza moderna, la struttura dell'acqua in ogni persona è identica alla struttura dell'acqua del luogo in cui è nato, cioè quella del tuo rubinetto; per questo i nostri collegamenti interni con il luogo di nascita, vengono impressi per tutta la vita. Ciò significa che il concetto di patria non ha soltanto un senso poetico, ma possiede anche un risvolto  molto concreto e fisico. In nessun luogo nel mondo c'è dell'acqua identica, attraversando dalla superficie gli strati minerali della struttura della pietra grezza, l'acqua assorbe le vibrazioni della terra, le informazioni sulle sue particolarità biologiche ed energetiche.


Esistono infatti controlli e limiti più severi relativi alla presenza di sostanze tossiche nell’acqua potabile. L’arsenico, per esempio, non può superare la concentrazione di 10 microgrammi per litro, mentre chi beve acqua minerale può ritrovarsi nel bicchiere una dose fino a 5 volte superiore.

 

Un limite addirittura più generoso di quello previsto per le acque reflue, che non possono superare i 20 microgrammi per litro.



Il libro spiega quali interessi hanno spinto l’industria dell’acqua minerale a usare ogni mezzo per condizionare le scelte del Parlamento, fino a bloccare almeno due tentativi di riforma della normativa che regola il settore.

 

Si racconta come un perito chimico italiano sia riuscito a far avviare una procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto delle direttive europee in materia di tutela della salute dei consumatori e come ancora una volta l’abbiano spuntata le multinazionali dell’acqua, che sono riuscite ad aggirare le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e perfino le severe norme del Codex alimentarius che regolano il commercio internazionale. Ma che cosa hanno da nascondere i produttori di acqua minerale?

 

Che cosa rischiano i consumatori, ignari di ciò che si nasconde dentro la bottiglia?

 

Intanto, le procure della Repubblica di Torino e Bari hanno operato alcuni sequestri e il ministero della Salute ha sospeso con un decreto l’autorizzazione per la Fiuggi di imbottigliare l'acqua della Fonte Bonifacio VIII. Il libro dedica un ampio capitolo ai rischi per la salute dei consumatori, legati soprattutto al cloro utilizzato per disinfettare l’acqua potabile.

Quanto inquiniamo per produrre e bere acqua minerale?
Statunitensi e italiani
in testa, seguiti a ruota dal resto dei Paesi industrializzati, bevono sempre di più acqua in bottiglia.

Quanto contribuiscono al deterioramento dell'ambiente?

Todd Jarvis della Water Resources Graduate Program alla Oregon State University (Usa) spiega che ogni anno nel mondo si producono 154 miliardi di bottiglie di acqua minerale, per fare le quali, si consumano:
- 81 milioni di litri di petrolio;
- 600 miliardi di litri di acqua (necessari per la lavorazione della plastica).

Per produrre 1 chilo di Pet (polietilen-tereftalato), la plastica usata per le bottiglie, sono necessari:
- poco meno di 2 chili di petrolio;
- 17 litri di acqua, la cui lavorazione rilascia nell'atmosfera:
-- 2,3 Kg di anidride carbonica;
-- 40 grammi di idrocarburi:
-- 25 grammi di ossidi di zolfo;
-- 18 grammi di monossido di carbonio.

A cui poi va aggiunto l'inquinamento per il trasporto, visto che solo il 25% delle acque in bottiglia bevute in un Paese provengono dalle industrie nazionali, le altre devono varcare uno o più confini.

Tratto dall'articolo di Luigi Bignami apparso su Repubblica

I volumi del business
Il business si aggira intorno ai 100 miliardi di dollari all'anno e continua a crescere.

Dal 1978 ad oggi è aumentato del 2.000%.

Ma perché si è arrivati ad un uso così elevato dell'acqua in bottiglia?
Ancora Jarvis: "Perché è stato alimentato da veri e propri miti. Molto spesso si pensa che le acque delle sorgenti siano sempre purissime rispetto ad ogni altra riserva d'acqua. Ma non è assolutamente vero. Le acque vicino alla superficie, infatti, possono raccogliere inquinanti che difficilmente si trovano nelle acque pescate dai pozzi municipali a centinaia di metri di profondità".

Tratto dall'articolo di Luigi Bignami apparso su Repubblica


Nel libro Acqua S.p.a. (clicca qui per i dettagli) Giuseppe Altamore fa un'inchiesta a tutto tondo sull'acqua e sui mille scandali che le ruotano attorno, in Italia e non solo: dalla presunta miglior qualità delle acque in bottiglia al losco affare della privatizzazione delle risorse idriche.


Per bere acqua del rubinetto depurata e resa alcalina, è possibile utilizzare uno ionizzatore d'acqua.


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